“Sorride con affetto nel ripensare a quando era ragazzina, a quel piccolo carillon, discreta presenza in quella camera da letto dove ci si scambiavano segreti e confidenze. La luminosità delle perle da lontano, il loro suono quando venivano adagiate nel morbido fondo di velluto rosso, ed infine il motivetto di musica classica che non mancava di suonare sono solo alcuni dei ricordi che la riportano alla persona speciale cui apparteneva quel piccolo scrigno.”
Durante i nostri appuntamenti telefonici mi ha raccontato di quella figura così importante e di come quel piccolo oggetto fosse il filo di quella relazione e di un periodo della sua vita così fondamentale. Ha condiviso i sentimenti che provava e ripercorso con cura alcuni particolari che ancora l’emozionano.
Gli elementi sono stati tanti, con le loro sfaccettature e sfumature e nessun particolare è stato lasciato indietro. Ho così potuto costruire un oggetto che nel suo insieme racchiudeva tutto quel vissuto emotivo ed è così che ho realizzato il suo oggetto di Artigianato Identitario che si intitola Dolores.
Un baule /cassapanca che come fosse un grande carillon riproduce e ridefinisce al suo interno spazi interiori.












Dolores mi fa sentire al sicuro quando il mio sguardo si posa sul verde chiaro confortevole del suo rivestimento.
— Claudia
Mi porta in pomeriggi assolati dove la luce filtrava da quei balconi del sesto piano ed io mi sentivo sicura, tra le braccia di mia nonna.
Mi riporta a quell’estetica, romantica e accogliente degli anni ’60 e alla musica, cantata e ascoltata in quelle stanze.
È importantissimo per me poter custodire quelle sensazioni, quel legame, con un luogo fisico al quale non potrò più ritornare.
Mi ricorda chi sono e di cosa sono fatta.
Lavorare con Fatima nel racconto, nella ricerca e negli aneddoti, un balsamo per il dolore di una mancanza profonda. Ancora oggi, a distanza di tempo, Dolores si mostra in parti nascoste e celate, di quel che narra e di me.