“ Mi racconta che è sempre stato il ricordo di un viaggio. Un viaggio che come compagno aveva quel baule di cartone rigido pieno di lucchetti e cerniere, palcoscenico di storie da inventare. Lo ricorda bene e con estremo affetto sorride, mentre ripensa a dove si trovava, a cosa conteneva…al suo interno racchiudeva pagine di racconti che ancora oggi conserva e verso le quali non può dimenticare , dopo il tanto scrivere, la felicità che aveva nel riporli dentro a quel grande contenitore che custodisce.”
Anche se non c’è più, continua a rimanere presente nella sua memoria il ricordo di quel baule, sede di radici e di profondi affetti. Durante il nostro incontro ho ascoltato ciò che significava per lei il tempo passato insieme a quell’oggetto del legame e solo il suono della caffettiera ha interrotto momentaneamente quel così vivido racconto.
Sul finire mi ha lasciato alcuni dei suoi scritti che assieme a ciascun elemento della storia è stato fondamentale per dare forma, in una geografia della memoria, a Sottosopra, il suo oggetto di artigianato identitario.
L’oggetto identitario che mette in scena una narrazione che prende vita nello spazio interno del baule, attraverso un collage narrativo dai contenuti simbolici.













“Quello che Fatima realizza con l’Artigianato Identitario è un dono. Un’esperienza catartica. Un viaggio emozionale che porta all’incontro con la propria identità. Un ritrovarsi. Un racconto da bambina a donna tra stralci di storia, libri, arte e cartine. Ricordi d’infanzia che portano all’oggi. Uno scoprirsi come persona nell’identità di un oggetto che ci rappresenta. Unico come lo è ognuno di noi.”
— Ilenia